Un anno all’ombra del Mangia

All’inizio dell’anno scolastico del 1964, alla viglia della “contestazione” e dell’epoca dei capelloni, un misterioso giovane si iscrive con qualche giorno di ritardo alla terza classe del Liceo Classico di Siena. Non ha l’accento toscano, bensì piemontese. Nessuno lo conosce e dà l’impressione di avere diversi anni in più dei suoi compagni, che si renderanno subito conto, però, di quanto forte ed affascinante sia la sua personalità.


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Per mesi, il giovane mantiene gelosamente il segreto sulla propria famiglia e sul proprio passa- to, finché un insolito episodio in cui viene coinvolto lo costringerà a venire allo scoperto. Tanto basta per turbare la tranquilla atmosfera provinciale della città, la città del Palio e delle scazzottate tra contradaioli, la città del “posto al Monte”, la città capoluogo della provincia più rossa d’Italia dove però le convenzioni borghesi sono più rispettate che in qualsiasi altro luogo e il perbenismo regna sovrano. La permanenza a Siena del giovane si limiterà ad un solo anno. Ma questo limitato lasso di tempo sarà più che sufficiente per mettere a rischio il delicato equilibrio tra i poteri politici, religiosi e finanziari della città e a scatenarne la reazione nei suoi confronti.


Come è nato

Questo romanzo era nella mia testa da tempo, ma solo nel 2018 mi decisi a completarlo. È un omaggio alla città dove mi sono trovato a soggiornare per otto anni durante il periodo del calendario scolastico: i tre anni delle Medie e i cinque del Liceo. Quindi gli anni della prepubertà e quelli dell’intera adolescenza: un periodo fondamentale per la formazione del carattere e della personalità. Ci sono tanti ricordi, in quest’opera ambientata nel breve lasso di tempo di un anno (da cui il titolo) coincidente con quello del mio ultimo anno del liceo. Una Siena profondamente diversa da quella di oggi nel tessuto sociale, economico e politico per la quale non posso che provare una forte nostalgia.  


Dicono i lettori

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